Come espongo il mio elaborato?

“TENER -A-MENTE IL VITTORIALE-Empower map!“ di Valeria Bruno – Quinta edizione della Specializzazione sul sostegno

“Penso a una possibile pedagogia dell’immaginazione che abitui a controllare la propria visione interiore senza soffocarla e senza d’altra parte lasciarla cadere in un confuso, labile fantasticare, ma permettendo che le immagini si cristallizzino in una forma ben definita, memorabile, autosufficiente, icastica”.
(Italo Calvino, 1988, p.92).

Tener-a-mente il Vittoriale”; è volutamente evocativo e nasce da un gioco di parole utilizzato da Gabriele D’Annunzio, che ho trovato significativo. “Empower map” sta ad indicare la mappa interattiva che ho realizzato partendo dalle risorse dell’allievo che ho conosciuto durante il tirocinio del corso di specializzazione sul sostegno in una scuola secondaria di secondo grado della provincia di Torino. 

La mia esperienza si è svolta in un istituto professionale ad indirizzo manutenzione e assistenza tecnica in una classe quinta di 26 allievi tutti di genere maschile, di cui 9 con bisogni educativi speciali. La classe è vivace e abbastanza coesa, ma evidenzia una scarsa motivazione allo studio, soprattutto nelle discipline umanistiche. In modo particolare ho concentrato la mia attenzione su un allievo con BES, che chiamerò Hesse. Egli ha una disabilità intellettiva unita a un deficit attentivo abbastanza importante, e segue una programmazione differenziata. Hesse mostra un’impulsività di pensiero che lo porta a dire quello che gli viene in mente senza riflettere, e d è molto frammentario, sia nelle proprie attività, sia nelle relazioni con gli altri. Durante la nostra discussione, anche in momenti non strutturati, ho inoltre scoperto che passa molto tempo con un computer. 

Il mio lavoro si è svolto nell’ambito  di Italiano e Storia, ed è partito da alcune osservazioni condivise con la tutor accogliente di tirocinio e con la docente di queste materie, che hanno costituito per me delle piste di direzione: Hesse fatica ad inserirsi nelle attività della classe, e l’intenzione di trovare un modo di valorizzare la sua programmazione come opportunità di apprendimento per la classe, sfruttando la necessità di realizzare un elaborato multimediale per l’esame di Stato. 

Il percorso didattico

Per strutturare il percorso didattico sono partita innanzitutto dall’interesse per la figura di Gabriele D’Annunzio che Hesse ha scelto all’interno degli argomenti disciplinari per l’esame di Stato, e dal fatto che utilizza abitualmente dispositivi digitali come il PC, le APP web e lo smartphone.

Per l’intera classe l’obiettivo disciplinare è quello di acquisire delle conoscenze sul Vittoriale degli Italiani.

Come prima attività in classe ho quindi presentato agli allievi un video trailer introduttivo sul Vittoriale degli Italiani.

Per l’allievo mi sono posta questi obiettivi

  • aumentare il livello di concentrazione in ragione del suo deficit attentivo,
  • favorire l’autonomia e l’autoefficacia per la sua difficoltà ad organizzare le sue attività
  • condividere con la classe il suo compito autentico per facilitare le sue relazioni interpersonali.

Ho utilizzato diversi metodi, ma in particolare ho fatto riferimento all’apprendistato cognitivo[1] (modelling, scaffolding, tutoring, fading), mentre con la classe ho utilizzato lezioni dialogate, al cui interno ho fatto riferimento al mindmapping e al peer tutoring. 

Il percorso didattico complessivo si è articolato in cinque tappe principali. La prima tappa ha riguardato la selezione dei materiali. Ho quindi svolto una breve attività di brainstorming con la classe, da cui sono partita per la realizzazione della mappa interattiva rivolta ad Hesse, con la quale abbiamo poi costruito la presentazione di slide per il suo esame di Stato che l’allievo, nell’ultima tappa, ha presentato ai suoi compagni di classe. I materiali prodotti dall’allievo e da me sono stati, infine, inseriti nella classroom virtuale di Italiano e Storia come risorsa per la classe.

La mappa interattiva

Durante il laboratorio TIC ho realizzato una mappa multimediale strutturata su quattro percorsi sequenziali arricchiti da icone interattive.

La mappa si apre sull’immagine di ingresso al Vittoriale degli italiani, situato a Gardone Riviera (BS) sul lago di Garda, e propone vari percorsi.

Uno riguarda la villa e gli interni.

Un altro comprende l’esterno, il parco e i luoghi da visitare. 

Vi è poi un percorso di approfondimento sulla figura di Gabriele D’Annunzio come poeta-soldato e le sue imprese durante la prima guerra mondiale.

Il quarto percorso è stato realizzato successivamente sulla base di alcuni interessi che ho colto in Hesse rispetto alle abitudini alimentari e allo stile di vita di D’Annunzio.

All’interno di tutti i percorsi ho inserito  elementi di  curiosità, approfondimenti con testi e video, domande di  verifica degli apprendimenti e riflessioni di carattere personale rivolte all’allievo. Ogni immagine ha la possibilità di tornare all’ingresso. 

La scelta di utilizzare una mappa interattiva nasce dal mio bisogno, sulla base di ciò che ho osservato di questo allievo, di avere a disposizione un contenitore che ovviasse  alla sua frammentarietà, che fosse contemporaneamente flessibile e perfezionabile nel tempo, accessibile in maniera anche intuitiva, fruibile da più dispositivi digitali, ed infine, replicabile.

La mappa si configura perciò come uno spazio propedeutico progressivo e collaborativo, ed è concepita a livello operativo come un processo di apprendimento mediante la pratica che consente continui perfezionamenti in un rapporto dialettico con l’allievo (Guastavigna, 2020). 

Nella scelta del dispositivo digitale per realizzare la mappa interattiva, ho individuato un’applicazione sul web che utilizza il mediatore iconico per collegare immagini, testi e video in modo immediato; questo ha favorito nell’allievo una modalità a lui congeniale, cioè il pensare per immagini. E, in effetti, questo  aggregatore consente di realizzare mappe con una forte valenza iconica, che non perdono di impatto neanche con la fruizione smartphone, e questo mi ha convinto del tutto della bontà della scelta.

Punti cardinali dell’intervento

Il primo intervento è stato la selezione dei materiali: ho scelto di fare riferimento alla sitografia ufficiale del Vittoriale degli italiani e pertanto, ho fatto richiesta alla Fondazione che lo gestisce di avere l’uso in concessione dei materiali presenti sul sito ufficiale e sulla pagina Facebook. Una volta ottenuta la liberatoria ho cominciato ad organizzare i materiali e ho reso partecipe Hesse di questa scelta metodologica. Ho usato il linguaggio audiovisivo per variegare le semantiche, e adottare i criteri di ridondanza e flessibilità come indicato dalle linee guida UDL (2015). Per l’adattamento e la semplificazione dei testi ho utilizzato un linguaggio semplice, cercando di evitare la forma passiva e l’uso dei verbi all’infinito. Più in generale, infatti, ho realizzato un mio adattamento dei testi, cercando di mantenere ordine lineare, il più possibile semplice per l’allievo, e coerenza tra testi e immagini. In alcuni casi, ho rinforzato la ridondanza di alcuni termini che ho spiegato in più modi per permetterne l’acquisizione.

La mappa all’inizio doveva essere uno spazio propedeutico di attivazione delle conoscenze, e così è stato, ma durante l’attività di lavoro con Hesse mi sono resa conto che le potenzialità erano multiple e, quindi, è diventata la nostra bozza di lavoro, per cui man mano ho inserito ulteriori contenuti e ho anche alzato un po’ il livello di astrazione e di sforzo cognitivo che gli ho chiesto.

A titolo esemplificativo dell’incremento dell’interattività cito un momento, che ritengo tra i più significativi del percorso con la mappa. Il compito chiedeva a Hesse di rielaborare in modo personale una sua visione, a partire dalla domanda “Se D’Annunzio fosse vivo nel 2021, come sarebbe secondo te il Vittoriale?”. Hesse ha dato una sua interpretazione: ha immaginato una casa costosissima, piena di ogni di ogni comfort, “esagerata”. E ciò mi ha dato la possibilità di riflettere sul fatto che l’allievo aveva   colto la cifra stilistica della figura di Gabriele D’Annunzio; ha colto, cioè, che la sua casa-museo è una testimonianza di grandiosità del suo stile di vita e delle sue imprese. Questo per me rappresenta un feedback molto positivo, anche perché durante tutto il lavoro ho ascoltato, e anche ricalibrato la mappa, sulla base dei feedback ricevuti. 

I risultati

Ciò che mi attendevo dall’intervento, e che non ho dato per scontato, è che Hesse potesse  comprendere, attraverso l’utilizzo di mediatori a lui congeniali e l’interesse mostrato per la figura di Gabriele D’Annunzio, il proprio miglioramento nell’uso di alcune capacità cognitive (per lui critiche) per acquisire dei contenuti disciplinari, aumentando così il suo livello di motivazione e di autostima.

Nel complesso, i risultati sono stati molto positivi e superiori alle mie aspettative. L’allievo è stato molto soddisfatto del compito, che ha sentito suo, ed ha predisposto in autonomia la discussione orale per la presentazione alla classe. I compagni sono stati entusiasti e hanno colto la passione con cui Hesse ha illustrato la sua visita virtuale al Vittoriale degli Italiani, e i docenti coinvolti hanno apprezzato molto il suo impegno.  

Questa è stata, da un punto di vista emotivo, l’esperienza per me più significativa: è stato un elemento di grande gioia vederlo felice, e potere dire che siamo riusciti, insieme, a costruire un percorso reale di conoscenza. 

I punti di forza principali sono stati la partecipazione attiva di Hesse,  che lo ha reso protagonista del suo apprendimento, e l’efficacia della scelta del mediatore digitale, che per me è stata una vera sorpresa, perché non conoscevo questo aggregatore, e perché l’ho trovato un dispositivo “potente”, che ha suscitato in me delle suggestioni, e che mi piacerebbe continuare ad utilizzare. 

Alcuni elementi di criticità, invece, li ho ravvisati nella concentrazione di Hesse, che non è stata sempre costante, seppure sia migliorata, e a mio avviso richiederebbe altro tempo di lavoro che però non c’è in quanto lui conclude a giorni il percorso di istruzione scolastica. Altro elemento di debolezza del mio percorso didattico è stata l’occasione mancata del lavoro cooperativo perché ho avuto a disposizione pochissime ore con la classe. Questo, in un primo momento mi ha messo in difficoltà, tuttavia mi ha costretto ad adattarmi al contesto e ribaltare la prospettiva, alla ricerca di un’opportunità percorribile che in effetti alla fine si è rivelata, a mio avviso, molto positiva.

Conclusioni e prospettive per il futuro

L’esperienza formativa del laboratorio in questi mesi di corso mi ha offerto innanzitutto la preziosa opportunità di riorientare la mia identità professionale per agire con maggiore intenzionalità soprattutto nella scelta dei mediatori didattici. Questo è l’aspetto che ha richiesto la fatica maggiore durante la realizzazione della mia attività, e per questo motivo è l’apprendimento più significativo che porto con me.

Altri spunti di riflessione mi hanno portato ad evidenziare che collaborare è una potenzialità per tutti, ed è fondamentale partire dall’interesse degli allievi, affinché le proposte possano risultare per loro significative. Ho, inoltre, avuto modo di sperimentare quanto utilizzare dispositivi digitali possa avere una funzione compensativa molto efficace nella didattica. Utilizzare con consapevolezza e attenzione mirata un mediatore digitale permette, infatti, di agire sui materiali e di montare, con gli stessi materiali, elaborati differenti a seconda degli scopi diversi di volta in volta necessari.

Nel mio futuro di insegnante specializzata sul sostegno vorrei dare sempre più importanza alla contaminazione delle idee e delle conoscenze tra docenti, perché questo mi permetterà di avere molti colori a disposizione, così come tra docenti e allievi, dato che apprendiamo anche dai nostri allievi in quanto la conoscenza è circolare. Vorrei nel futuro intervenire sempre più per l’autonomia e l’autodeterminazione degli allievi per promuovere in loro delle scelte libere e consapevoli, che li possa supportare ad emanciparsi in un percorso continuo di empowerment.

Concludo con una considerazione di Andrea Canevaro (2006) sulla necessità di considerare che l’autonomia è un’organizzazione collettiva e per prendersi carico della disabilità bisogna essere “un po’ disabili anche noi”.  

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Calvino I. (1988), Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Garzanti, Milano.

Canevaro A. (2006), Le logiche del confine e del sentiero. Una pedagogia dell’inclusione (per tutti, disabili inclusi), Erickson, Trento. 

Castoldi M., (2019), Costruire unità di apprendimento, Carrocci, Roma.

Di Gennaro D.C. (2018), “Teachers have the power! Empowerment e agire didattico inclusivo”, Educational reflective practices, n. 2-2018, pp. 143-155.

Freire P. (2014), Pedagogia dell’autonomia. Saperi necessari per la pratica educativa, ed. Gruppo

Abele, Torino.

Fondazione Il Vittoriale degli Italiani

Goussot A. (2014), Quale evoluzione per il sostegno? L’insegnante specializzato di sostegno come tecnico della mediazione pedagogica e dei percorsi indiretti? Italian Journal of Special Education for Inclusion, 2, pp. 55-66.

Guastavigna M., Penge S. (2020), “ Tecnologie digitali per lo sviluppo umano? Dialogo tra Marco Guastavigna e Stefano Penge” ,

Guastavigna M. (2021), “Supporto a Laboratorio TIC-Specializzazione sul sostegno. Guida al percorso della secondaria di secondo grado aggiornata dopo la quinta edizione” di Marco Guastavigna,

Guerri G.B., (2016), Il Vittoriale degli Italiani. Guida alla visita, Silvana editoriale, Milano.

Hattie J. (2016), Apprendimento visibile, insegnamento efficace, Erickson, Trento.

Lepri C. (2020), Diventare grandi. L’identità adulta delle persone con disabilità intellettiva, Erickson, Trento.

Santeroni M, Miliani D. (2015), La cuoca di D’Annunzio, Utet, Torino.

Universal Design for Learning (UDL) Guidelines version 2.0. Wakefield, traduzione in italiano versione 2.0 (2015) a cura di Giovanni Savia e Paolina Mulè.

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[1] Secondo questa metodologia l’insegnante ha una pluralità di funzioni nel mediare l’apprendimento tra i contenuti culturali e lo studente: fornisce un modello esperto (modelling), un’impalcatura (scaffolding), lo incoraggia fornendo suggerimenti (tutoring), sviluppa una maggiore autonomia dello studente (fading), e ne stimola l’autovalutazione (Castoldi M., 2019, pp. 98-99).