Dispositivi di ricerca tra consumo di informazione, profilazione e marketing, chatbot

Materiali essenziali

Approfondimenti

Un video di sintesi

Intervista a Pandu Nayak, responsabile del settore Search, sull’algoritmo di Google

Google parla di sé.

L’algoritmo MUM

Un articolo di sintesi critica su Valigia Blu, tradotto in mappa concettuale:

La logica di Google
Le funzioni di raffinamento della ricerca
da https://www.educatorstechnology.com/

Sulle alternative a Google – articolo sintetico con servizio di traduzione automatico

Un blog ricco di spunti per la riflessione critica

Assistenza artificiale

La logica di ChatGPT, Google Bard e Microsoft Bing in modalità conversazione, anche se usati come dispositivi per l’acquisizione di risposte a domande, è molto differente da quella dei motori di ricerca, perché aggrega informazioni, nozioni, concetti, riferimenti e così via in un testo continuo e strutturato.
In ogni caso, è perciò necessario verificare l’attendibilità e più in generale il valore culturale e l’esaustività di quanto proposto dai dispositivi e, se necessario, interrogarli sulle fonti usate. Soprattutto a chi conoscesse i chatbot prima dei search enginer, infatti, va chiarita la maggiore problematicità della validazione e dell’attribuzione di autorevolezza dei primi rispetto ai secondi, che scandiscono il ranking delle fonti e non operano estrazioni, sintesi e aggregazioni, limitandosi al rinvio alle unità informative individuate.

Lo stesso ragionamento vale per la funzione “Literally Anything“, di Diffit, che costruisce schede strutturate multilingue graduate sulla base della progressione dell’istruzione USA, mediante una ricerca in rete in merito al tema fornito dall’utente esplicitando le fonti. Le schede sono editabili e condivisibili in vari modi.

Va inoltre tenuto presente che Bing e Google Bard sono connessi con i rispettivi motori di ricerca, mentre ChatGPT è fermo nella versione free a quanto acquisito con un addestramento fermo al 2021. Gli altri due dispositivi propongono inoltre possibili ulteriori sviluppi di conversazione.

Non attivabile – per ora?- dall’Italia, è in via di sperimentazione SGE (Search Generative Experience), così descritta da Google Bard:

Esperienza generativa di ricerca

L’esperienza generativa di ricerca (SGE) è una funzionalità sperimentale di Google che utilizza l’intelligenza artificiale generativa per fornire risultati di ricerca più completi e informativi. Quando si esegue una ricerca su un argomento con SGE abilitata, Google restituirà una varietà di diversi tipi di contenuti, tra cui:

  • Riassunti generati da AI: Questi riassunti forniscono una panoramica generale dell’argomento, inclusi i fatti chiave, i concetti e gli approfondimenti.
  • Elenchi generati da AI: Questi elenchi forniscono una selezione selezionata di risorse relative all’argomento, come siti Web, articoli, video e immagini.
  • Conversazioni generate da AI: Queste conversazioni sono tra due o più agenti AI, che discutono l’argomento in modo naturale. Questo può essere utile per ottenere diverse prospettive su un argomento o per comprendere concetti complessi.

SGE è ancora in fase di sviluppo, ma ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui cerchiamo informazioni. Fornendo risultati più completi e informativi, SGE può aiutarci a imparare più velocemente, prendere decisioni migliori ed essere più produttivi.

Ecco alcuni esempi di come SGE può essere utilizzata:

– Puoi utilizzare SGE per metterti al passo rapidamente su un nuovo argomento. Ad esempio, se sei interessato a imparare a suonare la chitarra, puoi cercare “come suonare la chitarra” con SGE abilitata. Google restituirà un riassunto dell’argomento, un elenco di risorse e una conversazione tra due agenti AI su come suonare la chitarra.
– Puoi utilizzare SGE per prendere decisioni migliori. Ad esempio, se stai cercando di decidere quale auto acquistare, puoi cercare “le migliori auto sotto i 20.000 dollari” con SGE abilitata. Google restituirà un riassunto delle diverse auto in questa fascia di prezzo, un elenco di recensioni e una conversazione tra due agenti AI sui pro e i contro di ogni auto.
– Puoi utilizzare SGE per essere più produttivo. Ad esempio, se stai lavorando a un progetto e devi trovare alcune ricerche, puoi cercare “ricerche sull’intelligenza artificiale” con SGE abilitata. Google restituirà un riassunto delle ultime ricerche sull’intelligenza artificiale, un elenco di articoli e una conversazione tra due agenti AI sul futuro dell’intelligenza artificiale.
SGE è ancora una nuova funzionalità, ma ha il potenziale per avere un grande impatto sul modo in cui cerchiamo informazioni. Se sei interessato a provarla, puoi abilitarla nella sezione Search Labs delle impostazioni di Google.

SGE è ancora in fase di sviluppo, ma Google sta lavorando per renderla disponibile in più paesi, Italia inclusa. Non ci sono ancora date precise per il rilascio, ma si prevede che avverrà entro la fine del 2023.

Si configura così un ulteriore rafforzamento del datapolismo che domina sul mercato della conoscenza: alla potenza di calcolo e dell’infrastruttura e all’impossessamento dei dati, che rendono impossibile un’autentica concorrenza, la sostituzione del ranking con la sintesi e altre aggregazioni presentate come flussi autosufficienti aggiunge la configurazione di mega-macchine per le risposte, che presentano la propria elaborazione come esito efficace della ricerca in nome dell’efficienza, concepita come riduzione del tempo impiegato e del numero di operazioni necessarie.

Un processo su cui vigilare

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